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Dagaz

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  Dagaz (14 giugno-28 giugno) Dæg byþ drihtnes sond, deore mannum, mære metodes leoht, myrgþ and tohiht eadgum and earmum, eallum brice. Il giorno, la gloriosa luce del Creatore, è mandato dal Signore; è amato dall'uomo, una fonte di speranza e gioia per il ricco e per il povero, e di utilità per tutti. Poema runico anglosassone

Sigurðr il volsungo

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  Oggi commemoriamo Sigurðr il volsungo, seguace degli Dèi, iniziato ai misteri delle rune, uccisore di Fafnir, grande eroe del Nord. Trova conforto, dunque, guida di schiere! Questo dono è concesso in vita al principe: Sì, non verrà sulla terra uomo di fama, sotto la dimora del sole, maggiore della tua, Sigurðr. Grípisspá, 52 (Immagine: detail of the carved portal of Hylestad stave church, Scene from the story of Sigurd, Sigurd kills the dragon Fafnir.) 

Il cuore di un guerriero

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  Un cuore duro Wotan mi ha posto nel petto è detto in un'antica saga scandinava: questa, a ragione, è stata l'espressione poetica uscita dall'anima di un orgoglioso vichingo. Friedrich W. Nietzsche, Al di là del bene e del male, aforisma 260

Othala

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  Othala (29 maggio-13 giugno) La proprietà è assai cara  a ogni uomo, se riesce ad apprezzare ciò che è giusto e conforme al costume nella sua dimora spesso prospera. Poema runico anglosassone

Il culto del lignaggio

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  Il culto del lignaggio. Si tratta del culto degli antenati e dei riti funebri, poiché queste pratiche sono legate all'escatologia individuale e collettiva.  Vitale tra gli indoeuropei, il culto degli antenati è basato sull'omaggio che i vivi rendono alle divinità del lignaggio, agli antenati del gruppo e, in particolare, all'antenato eponimo. Opportunamente onorati, gli Dèi sono potenti e propizi, venendo in aiuto dei discendenti del lignaggio e garantendo una buona vita ultraterrena ai defunti. Bernard Marillier, Gli indoeuropei

Ingwaz

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  Ingwaz (14-28 maggio) Ing fu visto dagli uomini per la prima volta tra i Danesi orientali, finché, seguito dal suo carro, se ne andò verso est sopra le onde. Così gli Heardingas chiamano quell'eroe. Poema runico anglosassone

La Tuscia longobarda

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  Una carta del Ducato longobardo della Tuscia nel VII secolo d.C. Esso si estendeva non solo sull'attuale Toscana, ma anche su terre dell'attuale Umbria, come l'Alta Val Tiberina e l'Orvietano, e del Lazio, come la quasi totalità dell'odierna provincia di Viterbo. I Longobardi naturalmente regnavano anche nel Ducato di Spoleto, che occupava gran parte dell'attuale Umbria orientale (Nocera, Foligno, Spoleto, Norcia, Terni), delle Marche, dell'alto Lazio e dell'Abruzzo. I bizantini resistevano solo nell'Esarcato, nella Pentapoli, nel Ducato di Perugia e nel Ducato romano. Immagine: mappa del Museo del Palazzo dei Marchesi Bourbon di Monte Santa Maria Tiberina (PG)