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Thurisaz

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  Thurisaz (29 luglio-12 agosto) Þurs vældr kvinna kvillu, kátr værðr fár af illu. Thurs ("Gigante") causa angoscia alle donne, la sfortuna rende allegri pochi uomini. Poema runico antico norvegese Þurs er kvenna kvöl ok kletta búi ok varðrúnar verr. Saturnus þengill. Thurs ("Gigante") è la tortura delle donne e l'abitante delle colline e il marito di una gigantessa thegn di Saturno. Poema runico antico islandese Ðorn byþ ðearle scearp; ðegna gehwylcum anfeng ys yfyl, ungemetum reþe manna gehwelcum, ðe him mid resteð. La spina è eccessivamente acuta, un oggetto maligno al tocco per ogni cavaliere, assai duro su chiunque sieda tra esse. Poema runico antico inglese

Kenningar per l'arte scaldica

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  Hér skal heyra hvé skáldin hafa kennt skáldskapinn eftir þessum heitum er áðr eru rituð, svá sem er at kalla Kvasis dreyra ok dverga skip, dverga mjǫð, jǫtna mjǫð, Suttunga mjǫð, Óðins mjǫð, Ása mjǫð, fǫðurgjǫld jǫtna, lǫgr Óðreris ok Boðnar ok Sónar ok fyllr, lǫgr Hnitbjarga, fengr ok fundr ok farmr ok gjǫf Óðins. Ora si udirà come i poeti abbiano nominato l'arte poetica per mezzo delle denominazioni di cui è stato scritto in precedenza, ovvero «sangue di Kvasir», «barca dei nani», «idromele dei nani», «idromele dei giganti», «idromele di Suttungr», «idromele di Óðinn», «idromele degli Æsir», «guidrigildo dei giganti», «liquido» o anche «contenuto di Óðreyrir, di Boðn, di Són», «liquido di Hnitbjǫrg», «bottino, scoperta e dono di Óðinn», ed è anche stata chiamata così. Snorri Sturluson, Edda in prosa, Skáldskaparmál, 10 Immagine: Uno scaldo canta le gesta degli eroi

Eos

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  Eos (in greco antico Ēṑs, "aurora") è la dea greca dell'alba. Altre divinità femminili similari sono la dea romana Aurora, la dea etrusca Thesan, la dea vedica Uṣás e la dea germanica Eostre/Ostara. Quando il sole giunse al tramonto e sopravvenne il buio, allora essi andarono a dormire presso gli ormeggi della nave. E quando al mattino apparve Ēṓs dalle dita rosee,   essi presero il largo dirigendosi verso il campo degli akhaioí:   Apóllōn arciere mandava per loro un vento favorevole. Hómēros, Ilías, Libro Primo, 475-479 Immagine: Eos, artwork

Uruz

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  Uruz (14-28 luglio) Poema runico antico norvegese Úr er af illu jarne; opt løypr ræinn á hjarne. Scarto viene dall'acciaio cattivo; la renna spesso corre sulla neve gelata. Poema runico antico islandese Úr er skýja grátr ok skára þverrir ok hirðis hatr. umbre vísi La pioggia è il lamento delle nubi e la rovina del raccolto di fieno e l'odio del pastore. Poema runico antico inglese Ur byþ anmod ond oferhyrned, felafrecne deor, feohteþ mid hornum mære morstapa; þæt is modig wuht. L'uro è fiero ed ha grandi corna; è una bestia assai selvaggia e combatte con le sue corna; grande vagabondo della brughiera, è una creatura di grande coraggio.

L'elemento Aria nella Tradizione Nordica

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  A cura di Fabrizio Bandini.

Gambara, Ibor e Aion

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  Oggi commemoriamo Gambara, Ibor e Aion, la madre e i padri dei Longobardi, seguaci degli Dèi, sapienti e valorosi, antenati di tutti noi.

Il giorno e la notte per gli indoeuropei

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  Questa immagine cessa di essere coerente quando diventa necessario distinguere tra giorno e notte.  Il lessico indoeuropeo contiene un termine che non ha un corrispettivo nelle lingue odierne: *dyew- il "cielo diurno", da cui derivano successivamente sia il termine per "cielo", antico indiano div-, che significa anche "giorno", sia quello per "giorno", latino dies, o "sole", ittita sius.  Questo "cielo diurno" ruota attorno alla terra, trascinando con sé il sole e la luce, e ogni sera cede il posto al cielo notturno su cui sono fissate la luna e le stelle. "Il giorno nero e il giorno chiaro ruotano sapientemente,  i due spazi, uno dei quali è scuro." (Rg Veda, 6.9.1.) Jean Haudry, Gli indoeuropei Immagine: Callanish standing stones