Post

Il settimo carme magico

Immagine
  Þat kann ek it sjaunda: ef ek sé hávan loga sal um sessmǫgum, brennrat svá breitt, at ek hánum bjargigak; þann kann ek galdr at gala. Questo conosco per settimo: se vedo avvampare l'alta sala intorno ai miei compagni di panca, non brucia [quella] con tale ardore ch'io non possa salvarla con l'incantesimo che conosco, a cantarlo. Ljóða Edda, Hávamál, 152 Immagine:  Óðinn , artwork

Raido

Immagine
  Raido (29 agosto-12 settembre) Ræið kveða rossom væsta; Reginn sló sværðet bæzta. Si dice che cavalcare sia la cosa peggiore per i cavalli; Reginn forgiò la spada più affilata. Poema runico antico norvegese Reið er sitjandi sæla ok snúðig ferð ok jórs erfiði. iter ræsir. Cavalcare è la gioia del cavaliere e un veloce viaggio e la fatica dei cavalli. Poema runico antico islandese Rad byþ on recyde rinca gehwylcum sefte ond swiþhwæt, ðamðe sitteþ on ufan meare mægenheardum ofer milpaþas. Cavalcare sembra facile ad ogni guerriero mentre è in casa e molto coraggioso a chi percorre strade ampie sul dorso di un cavallo vigoroso.  Poema runico antico inglese

Hnoss

Immagine
  Hnoss è una dea, figlia della dea Freyia e del dio Óðr, nella mitologia nordica. Il suo nome in antico norreno significa "gioiello", "tesoro" o "cosa preziosa". Ella appartiene alla stirpe dei Vanir. Secondo l'Edda in prosa di Snorri Sturluson, è così straordinariamente bella che tutto ciò che è bello, raro o di grande valore prende il nome da lei (il termine hnossir indica i beni preziosi). La dea quindi è associata alla bellezza, all'amore, ai tesori, alla ricchezza e alle cose rare e affascinanti. Immagine: Hnoss, artwork

Elena di Sparta

Immagine
  Qui vi era Príamos con Pánthoos e Thymoítēs; c'erano Lámpos, Klytíos e Hiketáon, rampollo di Árēs; c'erano Oukalégōn e Antḗnōr, pieni di senno. Gli anziani del popolo sedevano sulle Skaiaì pýlai: non combattevano più, per via della vecchiaia. Ma erano valenti parlatori: simili alle cicale che nella selva, sull'albero, effondono la loro voce armoniosa: così sulla torre stavano seduti i capi dei troes; quando videro Helénē venire sulla torre, a bassa voce dicevano tra di loro: “Non vi è biasimo, se per una donna del genere da tempo i troes e gli akhaioí dai solidi schinieri soffrono dolori: nell'aspetto somiglia tremendamente alle dee immortali; ma anche così, bella com'è, magari facesse ritorno sulle navi, per non portare sventura a noi e ai nostri figli in futuro”. Hómēros, Ilías, Libro Terzo 146-160 Immagine: Elena di Sparta, artwork

Ansuz

Immagine
  Ansuz (13-28 agosto) Óss er flæstra færða fǫr; en skalpr er sværða. L'estuario è la via della maggior parte dei viaggi, Ma il fodero è della spada. Poema runico antico norvegese Óss er algingautr ok ásgarðs jöfurr, ok valhallar vísi. Jupiter oddviti. Ase è l'antico Dio, e principe dell'Asgard, e signore del Valhalla. Sommo Giove. Poema runico antico islandese Ōs bẏþ ordfruma ælcre spræce wisdomes wraþu and witena frofur, and eorla gehwam eadnẏs and tohiht. Ōs, fontana del verbo, regge la saggezza, consola i savi, gioia e speranza dei signori. Poema runico antico inglese

Radbod

Immagine
  Oggi commemoriamo Radbod, re della Frisia. Egli difese con coraggio il suo popolo dagli attacchi dei Franchi. Quando i cristiani provarono a convertirlo Radbod chiese se avrebbe potuto rivedere i suoi antenati pagani nel caso si fosse battezzato. Essi gli risposero di no, poiché i suoi antenati stavano all'inferno. Il re allora disse che preferiva andare all'inferno con loro, piuttosto che in paradiso con i cristiani. Radbod rimase fedele agli antichi Dèi sino alla sua morte.

Intervista a Fabrizio Bandini

Immagine
  In occasione del nono anniversario della fondazione del Tempio della Tuscia Orientale intervistiamo Fabrizio Bandini, fondatore del Tempio. Buongiorno Fabrizio, come nasce il Tempio della Tuscia Orientale? Buongiorno a te.  Il Tempio nasce da un lungo cammino.  Un cammino cominciato nella seconda metà degli anni Novanta del secolo scorso.  Quando con altri sodali fondai un gruppo dedito allo studio della tradizione indoeuropea e al culto delle divinità dei nostri avi.  Eravamo giovani allora e pieni di entusiasmo.  Fu una bellissima esperienza.  Per alcuni anni praticammo i nostri rituali sulle montagne dell’Umbria, della Toscana e dell’Emilia-Romagna.  Eravamo particolarmente interessati alla tradizione italica e alla tradizione vedica, l’unica tradizione indoeuropea non interrotta dall’arrivo delle religioni del Kali Yuga. Ci sarebbe da raccontare molto su quei tempi e su quei ragazzi, ma non voglio dilungarmi troppo. Alla fine il gruppo si sc...