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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

Eihwaz

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  Eihwaz (28 dicembre-12 gennaio) Eoh byþ utan unsmeþe treow, heard hrusan fæst, hyrde fyres, wyrtrumun underwreþyd, wyn on eþle. Il tasso è un albero con la corteccia ruvida, forte e saldo nella terra, sostenuto dalle sue radici, un guardiano della fiamma ed una gioia in una tenuta. Poema runico inglese

Il Sole invitto

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  Gli inquisitori hanno tentato di spezzare i nostri corpi  e di catturare le nostre anime.  Ci hanno chiesto di rinnegare i nostri padri  e di maledire il nostro sangue.  Hanno distrutto le nostre case  e bruciato le nostre donne.  Hanno tentato di uccidere la speranza  e ci hanno detto che tu eri morto  che mai saresti ritornato,  che il freddo e la notte ti avevano seppellito. Ma noi sappiamo  che tu sei vivo  e tu tornerai trionfante.  Noi sappiamo che tu ardi  nel più profondo dei nostri cuori  e che brucerai nel più profondo del cuore dei nostri figli  e dei figli dei nostri figli  eternamente  perché tu sei la forza che guida le nostre braccia  e porta la nostra spada. Tu sei il messaggio di libertà  e manifestazione di ogni vita.  È per questo  per la fiamma e la roccia per la fonte e l'albero  che ti salutiamo.  Tu verso cui si innalza il volo delle oche selva...

Blót di Yule, Blót di Mezzo Inverno

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  Infine siamo arrivati a Yule, a Jól, a Midwinter, al Solstizio d'Inverno, ottava e ultima festa della Ruota dell'anno. Il Sole, la dea Sunna, dopo essere scesa nelle profondità delle tenebre invernali, trionfa sull'oscurità, e riprende la sua ascesa. Deus Sol Invictus, Dio Sole Invitto, lo glorificavano i romani. Nella tradizione nordica la festa è dedicata in modo particolare a Óðinn, Njörd, Freyr, Freyja, Sól e Baldr. È il trionfo degli Dèi e delle Dèe sulle forze del caos. È il trionfo della Luce sulle tenebre. Trascorsa la notte del Solstizio invernale, la notte più lunga dell’anno, la dea Sól, la potente Sunna, porterà in Cielo il carro del Sole, vittoriosa sull'oscurità. Nel calendario anglosassone antico il mese di Dicembre è chiamato Ærra Gēola, prima di Yule, e Wintermonaþ, il mese d'Inverno, mentre Gennaio è denominato Æfterra Gēola, dopo Yule. La celebrazione centrale di questo periodo, lo Yuletide, è la Mōdraniht, la Notte delle madri, ovvero il Solsti...

L'elemento Acqua

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  Dopo la conferenza su L'elemento Acqua nella Tradizione Nordica  e nella Tradizione Arcaica, tenuta a Perugia l'8 novembre 2025 con l'amico Paolo De Bernardi, la riproponiamo on line sul canale del Recinto di Mezzo per chi non ha potuto parteciparvi. L'elemento acqua nella Tradizione Nordica, a cura di Fabrizio Bandini. Le acque morte nella civiltà scientista e le sacralità delle acque vive nella Tradizione Arcaica, a cura di Paolo De Bernardi. Buona visione.

Jera

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  Jera (13-27 dicembre) Ger byÞ gumena hiht, ðonne God læteþ, halig heofones cyning, hrusan syllan beorhte bleda beornum ond ðearfum. Jera è una gioia per l'uomo, quando Dio, il santo Re del Paradiso, permette alla terra di produrre frutti scintillanti per i ricchi come per i poveri. Poema runico anglosassone Ár er gumna góðe; get ek at o,rr var Fróðe. L'abbondanza è una benedizione per gli uomini Io dico che Fróði era generoso. Poema runico norvegese Ár er gumna góði ok gott sumar algróinn akr. L'abbondanza è un beneficio per gli uomini e una buona estate e un florido raccolto. Poema runico islandese

Egill Skallagrímsson

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  Oggi commemoriamo Egill Skallagrímsson, scaldo, guerriero, mago, seguace di Óðinn e degli Dèi. (Immagine: Egill Skallagrímsson, in un manoscritto del XVII secolo della Egils Saga.)

Le montagne sacre

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  Come testimoniato anche per altri popoli indoeuropei, i germani consideravano particolarmente sacra la cima di monti e colli. Tali luoghi sono dedicati a una divinità particolare, dalla quale traggono il nome: in Germania ci sono molti Wodansberge (monti di Wodan), successivamente mutati in Godesberge (monti di Dio), che già Jacob Grimm raccolse come testimonianze del culto tributato a questa deità. Oltre a Godesberg, nei pressi di Bonn (la più antica forma documentata: Wodensberg), vi sono altri due oronimi analoghi, in Bassa Sassonia e in Turingia. Accanto a ciò troviamo anche numerosi Donnersberge (monti del tuono) che almeno in parte possono testimoniare un culto tributato al dio del tuono sulle alte vette. Jan de Vries, La religione degli antichi germani