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La Caccia Selvaggia

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  Possiamo per brevità distinguere i due filoni principali: a) Caccia Selvaggia o macabra guidata da Odino o, nella versione tarda, da Teodorico; b) Corteo delle anime morte guidato da una figura femminile come Berchta (o Perchta). In questi paesi (Germania, Austria, Svizzera, ndr) la Caccia è chiamata Wilde Jagd o anche Wutenden Heer (Orda Furiosa), oppure Wuotes Her o Wutanes Her. La Caccia Selvaggia è presente nel nostro folklore dalle Alpi Marittime alle Alpi Giulie e in qualche caso anche lungo la dorsale appenninica. Anche da noi le varianti sono parecchie  come nel resto d'Europa, ma gli elementi comuni restano pressoché costanti. In Piemonte si ricordano i canett del Cuneese. In Lombardia, nel bergamasco, si chiama ancora Cascia morta (Caccia Morta). Sulle Prealpi lombarde è diffusa la solita versione cristianizzata della masnada. Ma è nelle Venezie che la Muta Selvaggia è in un certo qual modo di casa. O almeno lo era fino a poco prima del Concilio di Trento. È infatt...

Åsgårdsrei

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Un nome norvegese per la Wild Hunt è Jolareidi, collegato con Jul (Yule), Midwinter. Una storia narrata in una canzone popolare del Telemark, Norvegia, trascritta nel diciottesimo secolo ricorda la Wild Hunt chiamandola Åsgårdsrei. La parola Åsgårdsrei sembra essere correlata all'antico norreno öskranligr, che significa "pauroso", e rei, una processione a cavallo, da qui la "paurosa cavalcata" o la "cavalcata del terrore". Anche la connessione con Asgard, la dimora degli Dèi, è evidente. Nigel Pennick, Pagan Magic of the Northern Tradition Traduzione a cura del Recinto di Mezzo (Immagine: Åsgårdsreien di Peter Nicolai Arbo)

Þá gengu regin oll

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Þá gengu regin oll á rokstóla, ginnheilog goð, ok um þat gættuz; nótt ok niðjum nofn of gáfu, morgin hétu ok miðjan dag, undorn ok aptan, árum at telja. Andarono allora tutti i potenti ai seggi del giudizio, gli altissimi dèi, e tennero consiglio: alla notte e alle fasi lunari nome imposero; al mattino dettero un nome e al mezzogiorno, al pomeriggio e alla sera per contare gli anni. Edda, Voluspá, 6

Stonehenge

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  L'aperta campagna del Wiltshire che circonda Stonehenge, nel cuore dell'Inghilterra meridionale, è ricca di resti preistorici. Woodhenge, Durrington Walls, il Cursus ed oltre 350 tumuli sono altrettante testimonianze dell'intensa attività comunitaria dei pastori seminomadi che allevavano bestiame, coltivavano il frumento e adoravano i loro Dèi nella piana di Salisbury. Essi cominciarono a costruire Stonehenge verso il 3500 a.C. L'elaborata progettazione e la perizia dei costruttori, così come le migliaia di ore di lavoro dedicate alla sua erezione, dimostrano la grande importanza attribuita a Stonehenge. Il sole di mezza estate sorge tra la Heel Stone e un'altra pietra oggi non più visibile. Gli edificatori di Stonehenge non erano popoli primitivi con vita e interessi agresti. Benché non abbiano lasciato testimonianze scritte, è certo che avessero grandi conoscenze e abilità. Il mistico tempio di Stonehenge, Janet Bord, Colin Bord

Ár var alda

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  Ár var alda, þar er Ymir byggði, vara sandr né sær, né svalar unnir; jorð fannz æva né upphiminn; gap var ginnunga, an gras hvergi. Al principio era il tempo, Ymir vi dimorava. Non c'era sabbia né mare né gelide onde. Non c'era terra né cielo in alto: un vuoto si spalancava e in nessun luogo erba”. Áðr Burs synir bjoðum um ypðu, þeir er Miðgarð mæran skópu; sól skein sunnan á salar steina; þá var grund gróin grænum lauki. Finché i figli di Borr trassero su le terre, loro che Miðgarðr vasta formarono. Splendette da sud il sole sulle pareti di pietra; allora si ricoprì il suolo di germogli verdi. Edda, Voluspá, 3-4 (Immagine: le montagne della Val d'Aosta)

La notte di Yule

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  Nella notte più lunga brilla una luce.  Felice Yule a tutti. Felice Solstizio d'Inverno a tutti.

Yule

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  Infine siamo arrivati a Yule, a Jól, a Midwinter, al Solstizio d'Inverno. Il Sole, dopo essere sceso nelle profondità delle tenebre invernali, trionfa sull'oscurità, e riprende la sua ascesa. Deus Sol Invictus, Dio Sole Invitto, lo glorificavano i romani. Nella tradizione nordica la festa è dedicata in modo particolare ad Óðinn, Freyr, Freyja, Sól e Baldr. È il trionfo degli Dei e delle Dee sulle forze del caos. È il trionfo della Luce sulle tenebre. Domani mattina la dea Sól, la potente Sunna, porterà in cielo il carro del Sole, vittoriosa sull'oscurità. Nel calendario anglosassone il mese di dicembre è chiamato Aerra Geola, il mese prima di Yule, e Wintermonaþ, il mese d'inverno. Buona festa a tutti.