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Vetrablot

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  Siamo arrivati al Blót d'Inverno, Vetrablót, Vinterblót, nella tradizione nordica, alla festa della Notte d'Inverno, Winternacht. Nelle saghe nordiche sono spesse volte ricordate le festività delle Vetrnætr, le Notti d'Inverno, fra le maggiori feste pagane, che si svolgevano in Ottobre. Nella tradizione celtica essa è nota come Samhain, la festa di inizio Inverno, da cui deriva anche la più recente ricorrenza di Halloween. Il mese che inizia è quello di Novembre, che nell'antico calendario anglosassone è noto come Blótmonaþ, il mese dei sacrifici. Il Sole, dopo essere entrato nella metà oscura dell'anno nell'Haustblót, nell'Equinozio di Autunno, scende verso le tenebre invernali, sino a Yule, a Jól, il Solstizio d'Inverno, in cui toccherà il suo punto più basso. La ricorrenza si caratterizza come Festa dei Morti, come celebrazione degli Antenati e come celebrazione dei luminosi Elfi. Il velo fra il mondo terreste e quello sovrannaturale in questa ricor...

L'antica festa dei Morti

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  Queste festività erano due, a distanza di sei mesi l'una dall'altra. Una si celebrava la vigilia del primo maggio, l'altra la vigilia di Ognissanti, cioè il 31 ottobre. Come ha giustamente sottolineato un colto e acuto scrittore, questi particolari periodi dell'anno, pur presentando relativamente poca importanza per il contadino europeo, ne hanno invece moltissima per il pastore, è all'inizio dell'estate infatti che egli conduce le sue greggi all'aperto, a brucare l'erba tenera e verde, ed è all'approssimarsi dell'autunno che le riporta al sicuro rifugio delle stalle e degli ovili. Anche nell'Europa centrale, ben lontana dalla regione oggi occupata dai Celti, si rintraccia un'analoga divisione dell'anno nella grande popolarità di cui godono, da un lato, il primo maggio e la sua vigilia (la notte di Valpurga) e dall'altro la festa di Ognissanti all'inizio di novembre che sotto un tenue manto di cristianità, nasconde un'an...

Hagalaz

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  Hagall er kaldakorn ok krapadrífa ok snáka sótt. La grandine è un chicco freddo e una doccia di nevischio e il male dei serpenti. Poema runico islandese Hægl byþ hwitust corna; hwyrft hit of heofones lyfte, wealcaþ hit windes scura; weorþeþ hit to wætere syððan. La grandine è il più bianco dei chicchi; è fatto vorticare dalla volta del cielo ed è lanciato in giro da raffiche di vento e poi si scioglie in acqua. Poema runico anglosassone

Verden

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  In ricordo della strage di Verden, avvenuta nell'ottobre del 782 dell'era volgare. Noi non dimentichiamo. Quando udì questo, il signore re Carlo si precipitò verso un luogo dove poté riunire quante più truppe poteva con un breve preavviso e avanzò là dove l'Aller si getta nel fiume Weser.  Allora (Carlo) fece riunire tutti i Sassoni catturati nei dintorni e fatti prigionieri sospettando che tra di essi vi fosse chi aveva sobillato le rivolte ne mise a morte 4500. Annales Regni Francorum

La poesia

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  Því kollum vér skáldskapinn feng Óðins ok fund ok drykk hans ok gjof hans ok drykk ásanna. Per questo noi chiamiamo la poesia «conquista di Óðinn», «scoperta di Óðinn», «bevanda di Óðinn», «dono di Óðinn» o «bevanda degli Æsir». Edda, Skáldskaparmál 6, Snorri Sturluson (Immagine: Óðinn e Gunnloð, Johannes Gehrts)

Andrea Meyer

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In memoria di Andrea Meyer, musicista tedesca, poetessa e ricercatrice dell'antica cultura pagana europea, uccisa qualche giorno fa a tradimento a Kongsberg da una mano fanatica. Fra i suoi progetti musicali: Aghast, Hagalaz' Runedance e Nebelhexë. Non ti dimenticheremo.

Sjofn

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  Sjaunda Sjofn, hon gætir mjok til at snúa hugum manna til ásta, kvenna ok karla. Af hennar nafni er elskuginn kallaðr sjafni. La settima è Sjofn, la quale si occupa principalmente di indurre l'animo delle persone all'amore, sia uomini che donne, e dal suo nome il sentimento amoroso è chiamato sjafni. Edda, Gylfaginning 35, Snorri Sturluson