Intervista a Fabrizio Bandini
In occasione del nono anniversario della fondazione del Tempio della Tuscia Orientale intervistiamo Fabrizio Bandini, fondatore del Tempio.
Buongiorno Fabrizio, come nasce il Tempio della Tuscia Orientale?
Buongiorno a te.
Il Tempio nasce da un lungo cammino.
Un cammino cominciato nella seconda metà degli anni Novanta del secolo scorso.
Quando con altri sodali fondai un gruppo dedito allo studio della tradizione indoeuropea e al culto delle divinità dei nostri avi.
Eravamo giovani allora e pieni di entusiasmo.
Fu una bellissima esperienza.
Per alcuni anni praticammo i nostri rituali sulle montagne dell’Umbria, della Toscana e dell’Emilia-Romagna.
Eravamo particolarmente interessati alla tradizione italica e alla tradizione vedica, l’unica tradizione indoeuropea non interrotta dall’arrivo delle religioni del Kali Yuga.
Ci sarebbe da raccontare molto su quei tempi e su quei ragazzi, ma non voglio dilungarmi troppo. Alla fine il gruppo si sciolse e prendemmo ognuno sentieri diversi, quelli che ci erano stati assegnati dal fato.
Quell’esperienza - intensa per molti versi - mi è stata davvero utile per la prosecuzione del mio cammino spirituale.
Negli anni successivi ho studiato molto, praticato molto e conosciuto diverse tradizioni.
Il richiamo alla spiritualità originaria europea però non è mai scomparso in me.
A un certo punto ho deciso di ritornare a casa in pianta stabile, alla spiritualità europea, a quei fuochi accesi negli anni Novanta e mai spenti.
Lo studio e la pratica delle rune sono stati fondamentali per questo ritorno.
Le porte che prima non si aprivano al mio passaggio ora si spalancavano con facilità.
Una facilità che mi sorprendeva.
Compresi che finalmente avevo imboccato il sentiero giusto, il più adatto a me.
Da lì ripresi subito in pianta stabile anche il culto alle nostre divinità, le divinità dei nostri antenati.
Il Tempio della Tuscia Orientale è stato fondato, da me e un altro sodale, il 1° agosto del 2017, con un rituale sul Monte Subasio.
Da lì in poi si sono aggregate altre persone con noi.
Qual è lo scopo del Tempio?
Il primo scopo è rendere culto agli Dèi e alle Dèe dei nostri avi.
Come ripeto spesso nei miei libri, il popolo italiano attuale è formato per la maggior parte da una splendida miscela di stirpi italiche, celtiche, germaniche, elleniche, tutte indoeuropee.
Un italiano può quindi seguire questi cammini tradizionali in maniera legittima.
Nel nostro rituale - che ho scritto personalmente nel 2017, dopo un lungo studio - onoriamo in particolar modo le divinità germaniche, che sono quelle che sentiamo più vicine, ma in esso sono incluse, con una formula, anche le altre divinità delle varie stirpi che formano il popolo italiano.
Noi siamo in effetti una miscela di queste stirpi e non sarebbe giusto né saggio ignorarle nel rituale.
In questo gli antichi sacerdoti vedici sono stati maestri, inserendo nel rito una formula che invoca tutti gli Dèi, per non escluderne nessuno.
Oltre al culto reso alle divinità, maschili e femminili, rendiamo il culto anche ad altri esseri celesti, che troviamo nell’Edda antica, come le Norne, le Valchirie, le Disir e gli Elfi.
Infine c’è il culto degli Antenati, importante quanto gli altri culti.
Se noi siamo qui, in questo Midgard, è perché siamo figli di una stirpe.
I nostri Padri e le nostre Madri vanno sempre onorati degnamente.
Oltre al culto, inoltre, pratichiamo un costante studio delle fonti antiche, una costante ricerca spirituale e una costante pratica runica.
Il Tempio è difatti anche una scuola esoterica e iniziatica.
Così è stato fondato sin dall’inizio.
Non ci importa nulla del numero e della quantità, ma solo della qualità.
Solo la qualità è importante.
Solo essa funziona in Cielo e in Terra.
Parallela all’attività rituale vi è anche un’attività di divulgazione dell’antica tradizione germanica-nordica, attraverso libri e conferenze, online e fisiche.
Questo va ricordato.
Da dove viene il nome Tempio della Tuscia Orientale?
Tuscia Orientale indica le nostre terre, da dove veniamo tutti noi e dove risiediamo.
Perugia, che è la sede ufficiale del Tempio, faceva parte nell’antichità proprio della Tuscia Orientale, essendo un’antica città etrusca.
Tempio dà l’idea di stabilità, di luogo di culto, di scuola iniziatica, è un nome programmatico.
Il Tempio, inteso come luogo di culto, viene creato con il rituale, montato e rismontato.
È un portale, che collega il nostro mondo, il Midgard, il mondo degli Uomini, con gli altri mondi.
Chi compie il rituale senza avere i brividi per quello che sta facendo o è totalmente ignaro di rituali e di cosmologia, o peggio ancora è un incosciente.
Come sono i rapporti con le altre realtà del mondo eteno italiano?
Per la maggior parte buoni.
Nel corso degli anni abbiamo conosciuto e stretto amicizie con svariati gruppi: Via di Albione, Sippe di Wotan, Le Vie di Wodanaz, Tuscia Longobarda e Tempio del Lupo.
Con altri abbiamo contatti online e di buona qualità, anche se non ci siamo mai incontrati fisicamente.
Il mondo eteno italiano è molto variegato, come è giusto che sia.
Le tradizioni antiche non avevano strutture monolitiche, che tutto inglobano e schiacciano, ma diverse scuole, diversi templi, diverse realtà.
È giusto che rimanga così.
Come vedi il futuro del Tempio?
Questo lo sanno solo gli Dèi e le Norne che filano il destino di tutti gli esseri.
Il nostro compito è tenere acceso il fuoco della tradizione della nostra stirpe, il fuoco della conoscenza.
Tenerlo acceso in questa notte buia.
Nella notte del Kali Yuga.
Nella notte dell’Età del Lupo.
Il resto si vedrà.

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