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Radbod

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  Oggi commemoriamo Radbod, re della Frisia. Egli difese con coraggio il suo popolo dagli attacchi dei Franchi. Quando i cristiani provarono a convertirlo Radbod chiese se avrebbe potuto rivedere i suoi antenati pagani nel caso si fosse battezzato. Essi gli risposero di no, poiché i suoi antenati stavano all'inferno. Il re allora disse che preferiva andare all'inferno con loro, piuttosto che in paradiso con i cristiani. Radbod rimase fedele agli antichi Dèi sino alla sua morte.

Intervista a Fabrizio Bandini

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  In occasione del nono anniversario della fondazione del Tempio della Tuscia Orientale intervistiamo Fabrizio Bandini, fondatore del Tempio. Buongiorno Fabrizio, come nasce il Tempio della Tuscia Orientale? Buongiorno a te.  Il Tempio nasce da un lungo cammino.  Un cammino cominciato nella seconda metà degli anni Novanta del secolo scorso.  Quando con altri sodali fondai un gruppo dedito allo studio della tradizione indoeuropea e al culto delle divinità dei nostri avi.  Eravamo giovani allora e pieni di entusiasmo.  Fu una bellissima esperienza.  Per alcuni anni praticammo i nostri rituali sulle montagne dell’Umbria, della Toscana e dell’Emilia-Romagna.  Eravamo particolarmente interessati alla tradizione italica e alla tradizione vedica, l’unica tradizione indoeuropea non interrotta dall’arrivo delle religioni del Kali Yuga. Ci sarebbe da raccontare molto su quei tempi e su quei ragazzi, ma non voglio dilungarmi troppo. Alla fine il gruppo si sc...

Blót del Raccolto, Blót a Freyr

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  Siamo arrivati alla quinta festa della Ruota dell’anno, la Festa del Raccolto, la Festa di Freyr. Hleifblót e Freyrblót nell’antica tradizione nordica. Lammas, Hlafmesse, nella tradizione anglosassone posteriore. Nella tradizione celtica gaelica è nota come Lughnasadh. Nella tradizione italico-romana sono le Calende di Agosto. È l'arcaica Festa del Raccolto, di antichissima origine. Il mese di Agosto, che entra, è chiamato infatti nel calendario anglosassone Weodmonaþ, il mese della vegetazione. In quello franco invece è noto come Aranmanoþ, il mese delle spighe di grano. Il Sole, la dea Sunna, comincia a declinare dopo il Solstizio d'Estate, ma è ancora alto nel Cielo. In questo blót si celebrano in particolare Freyr e Thor, con le loro spose Gerðr e Sif, nel loro aspetto di divinità tutelari e di difensori della fertilità, del raccolto e della ricchezza. Alcuni gruppi eteni moderni chiamano questa festa Freyfaxi (Criniera di Freyr), dal nome del cavallo citato nella Hrafnke...

Thurisaz

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  Thurisaz (29 luglio-12 agosto) Þurs vældr kvinna kvillu, kátr værðr fár af illu. Thurs ("Gigante") causa angoscia alle donne, la sfortuna rende allegri pochi uomini. Poema runico antico norvegese Þurs er kvenna kvöl ok kletta búi ok varðrúnar verr. Saturnus þengill. Thurs ("Gigante") è la tortura delle donne e l'abitante delle colline e il marito di una gigantessa thegn di Saturno. Poema runico antico islandese Ðorn byþ ðearle scearp; ðegna gehwylcum anfeng ys yfyl, ungemetum reþe manna gehwelcum, ðe him mid resteð. La spina è eccessivamente acuta, un oggetto maligno al tocco per ogni cavaliere, assai duro su chiunque sieda tra esse. Poema runico antico inglese

Kenningar per l'arte scaldica

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  Hér skal heyra hvé skáldin hafa kennt skáldskapinn eftir þessum heitum er áðr eru rituð, svá sem er at kalla Kvasis dreyra ok dverga skip, dverga mjǫð, jǫtna mjǫð, Suttunga mjǫð, Óðins mjǫð, Ása mjǫð, fǫðurgjǫld jǫtna, lǫgr Óðreris ok Boðnar ok Sónar ok fyllr, lǫgr Hnitbjarga, fengr ok fundr ok farmr ok gjǫf Óðins. Ora si udirà come i poeti abbiano nominato l'arte poetica per mezzo delle denominazioni di cui è stato scritto in precedenza, ovvero «sangue di Kvasir», «barca dei nani», «idromele dei nani», «idromele dei giganti», «idromele di Suttungr», «idromele di Óðinn», «idromele degli Æsir», «guidrigildo dei giganti», «liquido» o anche «contenuto di Óðreyrir, di Boðn, di Són», «liquido di Hnitbjǫrg», «bottino, scoperta e dono di Óðinn», ed è anche stata chiamata così. Snorri Sturluson, Edda in prosa, Skáldskaparmál, 10 Immagine: Uno scaldo canta le gesta degli eroi

Eos

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  Eos (in greco antico Ēṑs, "aurora") è la dea greca dell'alba. Altre divinità femminili similari sono la dea romana Aurora, la dea etrusca Thesan, la dea vedica Uṣás e la dea germanica Eostre/Ostara. Quando il sole giunse al tramonto e sopravvenne il buio, allora essi andarono a dormire presso gli ormeggi della nave. E quando al mattino apparve Ēṓs dalle dita rosee,   essi presero il largo dirigendosi verso il campo degli akhaioí:   Apóllōn arciere mandava per loro un vento favorevole. Hómēros, Ilías, Libro Primo, 475-479 Immagine: Eos, artwork

Uruz

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  Uruz (14-28 luglio) Poema runico antico norvegese Úr er af illu jarne; opt løypr ræinn á hjarne. Scarto viene dall'acciaio cattivo; la renna spesso corre sulla neve gelata. Poema runico antico islandese Úr er skýja grátr ok skára þverrir ok hirðis hatr. umbre vísi La pioggia è il lamento delle nubi e la rovina del raccolto di fieno e l'odio del pastore. Poema runico antico inglese Ur byþ anmod ond oferhyrned, felafrecne deor, feohteþ mid hornum mære morstapa; þæt is modig wuht. L'uro è fiero ed ha grandi corna; è una bestia assai selvaggia e combatte con le sue corna; grande vagabondo della brughiera, è una creatura di grande coraggio.

L'elemento Aria nella Tradizione Nordica

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  A cura di Fabrizio Bandini.

Gambara, Ibor e Aion

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  Oggi commemoriamo Gambara, Ibor e Aion, la madre e i padri dei Longobardi, seguaci degli Dèi, sapienti e valorosi, antenati di tutti noi.

Il giorno e la notte per gli indoeuropei

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  Questa immagine cessa di essere coerente quando diventa necessario distinguere tra giorno e notte.  Il lessico indoeuropeo contiene un termine che non ha un corrispettivo nelle lingue odierne: *dyew- il "cielo diurno", da cui derivano successivamente sia il termine per "cielo", antico indiano div-, che significa anche "giorno", sia quello per "giorno", latino dies, o "sole", ittita sius.  Questo "cielo diurno" ruota attorno alla terra, trascinando con sé il sole e la luce, e ogni sera cede il posto al cielo notturno su cui sono fissate la luna e le stelle. "Il giorno nero e il giorno chiaro ruotano sapientemente,  i due spazi, uno dei quali è scuro." (Rg Veda, 6.9.1.) Jean Haudry, Gli indoeuropei Immagine: Callanish standing stones

Fehu

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  Fehu (29 giugno-13 luglio) Poema runico antico norvegese Fé vældr frænda róge; føðesk ulfr í skóge. La ricchezza è fonte di discordia tra familiari; il lupo vive nella foresta. Poema runico antico islandese Fé er frænda róg ok flæðar viti ok grafseiðs gata aurum fylkir. La ricchezza è fonte di discordia tra familiari e fuoco sul mare e sentiero del serpente. Poema runico antico inglese Feoh byþ frofur fira gehwylcum; sceal ðeah manna gehwylc miclun hyt dælan gif he wile for drihtne domes hleotan. La ricchezza è una comodità per tutti; ma ognuno deve donarla liberamente, se vuole accrescere l'onore agli occhi del Signore.

Scelgono i re

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Scelgono i re per nobiltà di stirpe ed eleggono i comandanti militari per il loro valore. I re non hanno potere illimitato né arbitrario e i comandanti valgono per l'esempio e non per il comando, suscitando ammirazione se sono coraggiosi e si mostrano mentre combattono in prima fila. Publio Cornelio Tacito, De origine et situ Germanorum (Immagine: Theodoric, re dei Visigoti)

Blót di Mezza Estate

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  Siamo arrivati alla quarta festa della Ruota dell’anno, la festa di Mezza Estate, Midsummer in inglese, Miðsumar in antico norreno, Midsommar in svedese. È il Solstizio d'Estate. Viene chiamata Litha nell'antico calendario anglosassone, riportato da Beda il Venerabile. Il Sole, la dea Sunna, dopo la sua lunga ascesa, raggiunge il suo culmine. È il trionfo della luce sulle tenebre. Nella tradizione nordica si celebrano in maniera particolare Baldr e Dagr, luminosi fra gli Dèi, e Sunna, luminosa fra le Dèe. L’origine della festa di Mezza Estate è veramente arcaica. Parecchi monumenti dell’antica Europa neolitica e megalitica, sono allineati al sorgere o al tramontare del Sole nel Solstizio d’Estate. Celebre è il caso della Heel Stone del grande monumento megalitico di Stonehenge, che marca il sorgere del Sole al Solstizio estivo. Tali allineamenti permangono anche in tempi successivi, sia in area celtica che in area germanica, e più in generale ovunque i popoli indoeuropei sian...

Dagaz

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  Dagaz (14 giugno-28 giugno) Dæg byþ drihtnes sond, deore mannum, mære metodes leoht, myrgþ and tohiht eadgum and earmum, eallum brice. Il giorno, la gloriosa luce del Creatore, è mandato dal Signore; è amato dall'uomo, una fonte di speranza e gioia per il ricco e per il povero, e di utilità per tutti. Poema runico anglosassone

Sigurðr il volsungo

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  Oggi commemoriamo Sigurðr il volsungo, seguace degli Dèi, iniziato ai misteri delle rune, uccisore di Fafnir, grande eroe del Nord. Trova conforto, dunque, guida di schiere! Questo dono è concesso in vita al principe: Sì, non verrà sulla terra uomo di fama, sotto la dimora del sole, maggiore della tua, Sigurðr. Grípisspá, 52 (Immagine: detail of the carved portal of Hylestad stave church, Scene from the story of Sigurd, Sigurd kills the dragon Fafnir.) 

Il cuore di un guerriero

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  Un cuore duro Wotan mi ha posto nel petto è detto in un'antica saga scandinava: questa, a ragione, è stata l'espressione poetica uscita dall'anima di un orgoglioso vichingo. Friedrich W. Nietzsche, Al di là del bene e del male, aforisma 260

Othala

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  Othala (29 maggio-13 giugno) La proprietà è assai cara  a ogni uomo, se riesce ad apprezzare ciò che è giusto e conforme al costume nella sua dimora spesso prospera. Poema runico anglosassone

Il culto del lignaggio

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  Il culto del lignaggio. Si tratta del culto degli antenati e dei riti funebri, poiché queste pratiche sono legate all'escatologia individuale e collettiva.  Vitale tra gli indoeuropei, il culto degli antenati è basato sull'omaggio che i vivi rendono alle divinità del lignaggio, agli antenati del gruppo e, in particolare, all'antenato eponimo. Opportunamente onorati, gli Dèi sono potenti e propizi, venendo in aiuto dei discendenti del lignaggio e garantendo una buona vita ultraterrena ai defunti. Bernard Marillier, Gli indoeuropei

Ingwaz

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  Ingwaz (14-28 maggio) Ing fu visto dagli uomini per la prima volta tra i Danesi orientali, finché, seguito dal suo carro, se ne andò verso est sopra le onde. Così gli Heardingas chiamano quell'eroe. Poema runico anglosassone

La Tuscia longobarda

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  Una carta del Ducato longobardo della Tuscia nel VII secolo d.C. Esso si estendeva non solo sull'attuale Toscana, ma anche su terre dell'attuale Umbria, come l'Alta Val Tiberina e l'Orvietano, e del Lazio, come la quasi totalità dell'odierna provincia di Viterbo. I Longobardi naturalmente regnavano anche nel Ducato di Spoleto, che occupava gran parte dell'attuale Umbria orientale (Nocera, Foligno, Spoleto, Norcia, Terni), delle Marche, dell'alto Lazio e dell'Abruzzo. I bizantini resistevano solo nell'Esarcato, nella Pentapoli, nel Ducato di Perugia e nel Ducato romano. Immagine: mappa del Museo del Palazzo dei Marchesi Bourbon di Monte Santa Maria Tiberina (PG)